mercoledì 13 giugno 2018

Considerazioni finali


Analizzare un libro della portata di Infinite Jest, scritto nel 1996 da David Foster Wallace, nella sua completezza, risulterebbe probabilmente un'operazione dalla durata molto più estesa dei tre mesi durante i quali è stato redatto questo blog.
Ciò che però possiamo fare, e abbiamo fatto, è analizzare nella lettura un singolo macro argomento, lo sport, e vedere come questo sia stato integrato nelle pagine di questo libro mondo.
In questo percorso abbiamo cercato di evitare gli infiniti riferimenti al tennis, cercando di leggere più in profondità tra le righe dell'opera, guidati dalla voglia di conoscere e scoprire.
Fin dalle prime pagine, David Foster Wallace si è impegnato affinché nella sua opera potessimo trovare più dettagli possibili: non mancano descrizioni minuziose di strutture sportive e degli svariati marchi che oltre allo sport hanno contaminato anche la moda degli anni '80 dello scorso secolo.
Ci siamo imbattuti in descrizioni di partite di football dove il giocatore era paragonato a un dio sceso in terra, e altre volte abbiamo letto di uomini la cui bellezza e prestanza fisica poteva solo essere associata a quelle delle statue greche del periodo ellenistico.
Volendo descrivere la società ultra competitiva dell'America del suo tempo, non solo lo scrittore ci ha parlato di eterne competizioni tra squadre di basket leggendarie, ma ha anche riportato il problema del doping e dell'abuso di sostanze, in campo sportivo e non, di cui fu egli stesso vittima.
Autentico scienziato sociale del suo tempo, David Foster Wallace ha inserito il suo mondo nell'opera, dove sport, dipendenze e terapie si incontrano e si scontrano senza darsi tregua. 
Notevole è infine la capacità dello scrittore di tenerci incollati al suo libro, grazie a citazioni a match e squadre che gli amanti dello sport non possono che apprezzare.
A più di venti anni dalla sua prima pubblicazione, Infinite Jest rimane un'opera maestosa e attuale, capace di regalarci forti momenti di riflessione e altri di relax, mentre inseguiamo i nostri personaggi preferiti cercando di tirare le fila di tutte le trame aperte nelle più di 1200 pagine dell'opera.
Con questo post termina la pubblicazione costante su questo blog, nella speranza che il frutto di questa ricerca posso stimolare interesse per un'opera così importante e la curiositas, in generale, dei più.


lunedì 11 giugno 2018

Boston Bruins

''Quindi l'alto e flaccido e sudato e pavido G. Fackelmann, simile per forma e colore a un uovo sodo
sgusciato, aspetta senza dire una parola per consegnare la somma riscossa da Bill Anni Ottanta. Quando Sorkin alza un sopracciglio alla vista della borsa con la scritta GO BRUINS e dice che proprio gli sfugge l'ilarità della situazione, il baffo di Fackelmann decolla dal suo labbro superiore e lui si prepara a dire quello che dice sempre quando è confuso, e cioè che con tutto il dovuto rispetto tutto quello che gli hanno detto è una maledetta bugia.'' p.1116

Logo della squadra
Man mano che si avvicina la fine del romanzo, i riferimenti non diminuiscono e questa volta i protagonisti della citazione sono i Boston Bruins.
Prima squadra americana di Hockey su ghiaccio della storia, fondata nel 1924, a oggi è una delle più titolate, grazie soprattutto alle vittorie conseguite nelle stagioni più recenti. 
La squadra, dopo un periodo piuttosto buio e lontano da trofei e podi, è tornata a vincere nei primi anni 2000, grazie a una formazione costruita intorno alle capacità di Joe Thornton.

venerdì 8 giugno 2018

Marchi Sportivi: Nike

''Questo ragazzino aveva quella specie di lucentezza d'alluminio che hanno i ragazzini ricchi, un ragazzino che aveva o una strana abbronzatura o uno strano arrossamento per il vento sopra l'abbronzatura, e le scarpe Nike più bianche che Johnette avesse mai visto.'' p.944
Nike Air Jordan 1 degli anni '80
Nella lettura del libro, a ogni riferimento al mondo reale, è sempre più chiara l'intenzione dello scrittore di voler dare la possibilità al lettore di vedere davvero i personaggi descritti, utilizzando figure e oggetti a noi noti.
In questo caso la descrizione è arricchita dalla presenza de ''le scarpe Nike più bianche che Johnette avesse mai visto''.
La Nike nasce come azienda nel 1971 negli Stati Uniti per produrre abbigliamento sportivo di alta qualità, inizialmente per sport come basket e calcio, confrontandosi con Adidas e Asics, due colossi già all'epoca.
Grazie a manovre di marketing brillanti, come essere sponsor di leggende del calibro di Michael Jordan, la neonata azienda si impone presto nel mercato, di cui diventa leader del settore negli anni '90, per poi rimanerlo ancora oggi, producendo oggetti che spaziano dalle scarpe alle attrezzature da palestra.

Michael Jordan con la divisa dei Chicago Bulls.






mercoledì 6 giugno 2018

La bellezza della forza

"Stice è uno di quegli atleti di cui si capisce subito che il corpo è un dono divino immeritato, tanto poco ha a che fare con la sua faccia. Assomiglia a una foto incollata male, un personaggio sovrumano di cartone con un buco al posto della faccia. Uno splendido corpo da atleta, agile e affusolato e striato di muscoli nervosi - come un corpo di Policleto, di Mercurio o di Teseo prima delle prove -" p.764

Doriforo, Policleto
Nell'enorme oceano di argomenti trattati da David Foster Wallace troviamo anche quello della bellezza. Nel passaggio sopra citato lo scrittore sta ritraendo la figura di Ortho Stice, uno dei molti atleti presenti nell'opera. L'importanza della descrizione è grande, poche righe ci regalano l'immagine di un gigante scolpito nel più pregiato marmo, un dio in mezzo ai mortali, un essere superiore per dono divino e non per proprio merito. 
Ancora una volta, come per la descrizione della partita di Orin, lo scrittore utilizza parole legate alla religiosità per descrivere la realtà terrena dello sport.

sabato 2 giugno 2018

Boston Red Sox

''Tina Echt. A quanto pare il padre è uno di quei fornai che fanno il pane senza lievito, la madre si occupa di pubbliche relazioni per i Red Sox del baseball Aaa.'' p.627

Ancora un volta lo scrittore ci invita, incuriosendoci con le sue parole, a scoprire di più riguardo ai molteplici nomi che riporta nel suo libro.
In questo caso il riferimento è ai Boston Red Sox, squadra di baseball della città. 
Nata nel 1901, la società vanta una delle origini più antiche della storia di questo sport, anche se lo stesso non si può dire del loro palmarès, non di certo tra i più ricchi. Il loro periodo di massimo splendore risale ai primi decenni dello scorso secolo, dove grazie all'aiuto di giocatori del calibro di Babe Ruth riuscirono a ottenere degli ottimi risultati a livello nazionale. 

Logo della squadra, rappresentante,
per l'appunto, un paio di calzini rossi,
Red sox nello slang di Boston

Babe Ruth

giovedì 31 maggio 2018

Marchi sportivi: Reebok

''Avril aveva tirato fuori una sigaretta da 100 mm dal portasigarette piatto di ottone e 1'aveva picchiettata su una nocca priva di rughe. Hal non tirò fuori l'accendino. Nessuno dei due aveva guardato verso le fauci dell'ufficio di Tavis. Il vestito tipo grembiule di Avril era di cotone blu, con una specie di smerlo bianco attorno alle spalle e le calze bianche e un paio di Reebok dolorosamente bianche.'' p.625

Classiche Reebok bianche, in voga negli anni '80

Nella sua opera, Davide Foster Wallace ha volutamente inserito innumerevoli riferimenti a marchi esistenti e non, per denunciare la società dei consumi nascente in America negli anni '80.
In questo estratto il riferimento è a "un paio di Reebok dolorosamente bianche", calzature adatte a diversi sport.
La Reebok international Limited nasce nel 1895 dal desiderio di Joe e Jeff Foster di creare delle calzature sportive con le tecnologie più avanzate e moderne per imporsi in un mercato che si espandeva ogni giorno di più, grazie a sport come tennis, calcio e, successivamente, basket
A oggi l'azienda fa parte del più grande gruppo tedesco Adidas.

lunedì 28 maggio 2018

Dipendenza e terapia

Lo sport, come già abbiamo accennato in precedenza, è visto come un'arma a doppio taglio, che può salvare l'uomo o da cui questo può diventare dipendente.
Se per Hal lo sport ha un valore salvifico e si configura come un metodo pratico per emanciparsi e per mostrare di essere all'altezza della famiglia da cui proviene, per Orin, ormai atleta affermato, lo sport è diventato una necessità, e quindi una dipendenza.
Ancora un volta nel libro ritroviamo l'uomo, in questo modo le esperienze di David Foster Wallace sono le esperienze di Hal e Orin, così come lo sono le dipendenze e le terapie, e, più si avanza nella lettura, più ritroviamo la fusione di queste tre componenti.

Considerazioni finali

Analizzare un libro della portata di Infinite Jest , scritto nel 1996 da David Foster Wallace , nella sua completezza, risulterebbe pro...