Nelle pagine del suo libro, David Foster Wallace ci parla continuamente di personaggi che affrontano vere e proprie imprese sportive, come partite e tornei, soprattutto di tennis. Non è raro che uno scrittore nasconda parte di sé nelle righe di una sua opera, e Wallace non fa eccezione.
Tennista fin dalla tenera età, lo scrittore ha abbandonato questo sport durante la crescita, continuando però a seguirlo, come dimostrano altre sue opere come "Il tennis come esperienza religiosa", ed è per questo che il libro che analizziamo è così fitto di informazioni riguardo questo sport.
Perchè allora non parlarne? Il nostro non sarà un non parlarne, piuttosto sarà una letteratura più profonda e allo stesso tempo ampia dello sport in generale: non analizzeremo il tennis in sè, ma l'intero ecosistema di droghe, attività fisica, benessere mentale e fisico che sono abilmente e organicamente legate tra di loro e al tennis e allo sport

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