Durante la lettura del libro, risulta difficile trovare una singola pagina dove non si parli di sport, droghe o di un qualche genere di terapia (in quanto lo sport e la droga stessa sono viste come "terapie" per fuggire dalla vita reale).
In alcune pagine lo sport diventa la sostanza di cui Hal abusa e da cui è dipendente, da cui talvolta ha bisogno di allontanarsi, abbandonandosi alle droghe vere e proprie, entrando in un circolo vizioso.
David Foster Wallace non ha solo scritto un libro, ma ha tradotto in parole la sua esistenza, quasi in un tentativo di epurarsi dal suo passato. Leggendo su vari siti la sua biografia scopriamo infatti che lo scrittore ha amato il tennis, ha abusato per alcuni periodi della sua vita di sostanze, e la terapia da sola non è bastata a salvarlo dal vortice della depressione in cui era caduto, portandolo a togliersi la vita il 12 settembre 2008.
In un certo senso, nelle pagine del libro, noi non leggiamo di Hal, ma di un giovane David, che con lo sport e la sua racchetta affronta in un tentativo disperato i demoni della sua vita.
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| Davide Foster Wallace nel 2008 |







